Introduzione
Abstract
I testi qui raccolti, che configurano il nono numero della Rivista Phrasis, costituiscono un insieme rappresentativo dell’ampiezza e della diversità di approcci che caratterizzano gli studi fraseologici e paremiologici contemporanei. Questo fascicolo spazia dall’analisi critica delle dinamiche socio-culturali e del ruolo politico della lingua alle frontiere della linguistica cognitiva e della glottodidattica. Anche se l’indice è organizzato in ordine alfabetico per facilitare la ricerca, di seguito, presentiamo tuttavia i contributi, in sintesi, organizzati in ordine tematico.
Linguistica critica e sociolinguistica
Irena Alcántara Infante offre una prospettiva acuta e ben documentata sull’occultamento e il rafforzamento degli stereotipi di genere nelle locuzioni idiomatiche. Concentrandosi sulla mascolinità, l’articolo fornisce un’analisi contrastiva rigorosa, essenziale per l’integrazione di contenuti critici nell’insegnamento delle lingue. Ferdinando Raffaele propone un contributo accademico mirato che analizza il ruolo della poesia dialettale e del proverbio come strumenti di propaganda e “insorgenza culturale” antirivoluzionaria nella Sicilia tra il Settecento e l’Ottocento, dimostrando la cruciale funzione politica e sociale della paremiologia.
Studi Contrastivi e varietà linguistica
Maria Teresa Badolati esplora un punto cruciale della fraseologia biblica: la divergenza semantico-stilistica della parabola del figliol prodigo in russo e italiano, nonostante l’origine culturale comune. È un eccellente esempio di studio che va oltre la corrispondenza letterale. Giusy Mazza realizza un’analisi paremiologica approfondita sul proverbio “Una rondine non fa primavera”. Il suo pregio è l’indagine contrastiva che svela l’anomalia lessicale delle lingue ibero-romanze (verano), dimostrando come la fissazione proverbiale congeli le strutture lessicali storiche. Il riepilogo della tesi dottorale di Michalia Papaioannou presenta uno studio contrastivo solido tra spagnolo e greco moderno, incentrato sulle unità paremiologiche contenenti i verbi di movimento. Il lavoro è metodologicamente rigoroso, evidenziando la netta prevalenza della corrispondenza concettuale su quella letterale
Cognizione, classificazione e uso
L’articolo fornito da Melina Allegro è molto ben strutturato e presenta una tesi centrale solida e innovativa. Il punto di forza risiede nell’intersezione tra un robusto quadro teorico (psicologia dello sviluppo e didattica) e un’applicazione linguistica specifica (fraseologia e paremiologia), ancorata a modelli letterari concreti (Pirandello e Calvino). Federica Casadei affronta in modo innovativo la complessa classificazione dei fraseologismi pragmatici (FP) italiani. La sua proposta di tipologia funzionale si posiziona come un lavoro fondamentale per superare l’eterogeneità di queste espressioni e offrire una griglia analitica chiara per la ricerca futura. Silvia Catalado combina linguistica cognitiva e analisi dei corpora per affrontare la produttività delle UF italiane relative alla follia. L’articolo arricchisce l’inventario fraseologico e fornisce un modello per lo studio della produttività basato su principi semantici, cognitivi e grammaticali, integrando efficacemente la lessicografia con l’uso reale.
Dialettologia e conservazione culturale
Concetta Carrà presenta un eccellente studio etnografico che analizza il rapporto tra la cultura popolare calabrese e il concetto della morte, usando i detti dialettali come archivio di filosofia di vita. Vito Antonio Miccoli documenta con rigore la variazione diatopica (geoparemiologia) delle paremie in due dialetti salentini strettamente correlati (francavillese e cegliese). Questo lavoro rappresenta un cruciale atto di conservazione linguistica e culturale di forme dialettali a rischio di scomparsa.
Didattica e Storia della Lingua
Marco Rivadossi e Sabrina Ballestracci realizzano un ottimo studio pilota (italiano-tedesco) che evidenzia il ruolo centrale dell’interferenza nell’acquisizione delle collocazioni L2 Il loro lavoro ribadisce che l’insegnamento delle collocazioni deve contrastare esplicitamente le forme della L1 per prevenire il transfer negativo, offrendo spunti di grande valore pratico per la glottodidattica. Silvia Tolusso offre un approfondito studio sul ruolo della scuola, dei libri di testo e della letteratura per l’infanzia (Cuore e Gian Burrasca) nel processo di unificazione linguistica italiana post-Unità, dimostrando una solida base storiografica e linguistica. Chiude questo numero il supplemento 9 dedicato al Seniloquium. Questo studio rappresenta la continuazione della prima parte che è stata pubblicata nel n. 8 di questa rivista.
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